[Bz] No alla deriva autoritaria. Un testo distribuito al corteo antifascista di sabato 28 febbraio

La manifestazione antifascista del 28 febbraio a Bolzano è stata un successo in termini di partecipazione. Migliaia e migliaia di persone hanno dato vita al corteo promosso dall’assemblea antirazzista sudtirol/atesina per contestare la proposta di legge sulla Remigrazione e il relativo corteo promosso da un’aggregazione di formazioni neofasciste e neonaziste.

Qui di seguito riportiamo il testo di un volantino distribuito nel corso della giornata con l’obiettivo di contribuire al dibattito per la costruzione di un’opposizione alla deriva verso lo stato di polizia costruita dal governo Meloni-Salvini, servo di Stati Uniti e Israele. Il comitato Remigrazione-reconquista è composto da fascisti che hanno il solito ruolo: fomentare la guerra fra poveri e spegnere ogni possibile conflitto sociale che possa portare a un miglioramento delle condizioni di vita delle classi subalterne. Sono soldati del governo, la cui attività va contrastata ma senza dimenticare che il terreno in cui prosperano è dissodato e reso fertile dai partiti attualmente al governo, di cui sono servi. Le destre occidentali – da Trump a Orban e Meloni – hanno già fatto proprio il programma di queste organizzazioni razziste e il progetto comune a loro è quello di israelizzare l’occidente, ovvero modificare le democrazie in senso autoritario, rafforzando l’esecutivo e costruendo categorie di cittadini diversificate in base alla nazione di provenienza.

Quale antifascismo è necessario oggi? Intrecciare le lotte contro guerra, genocidio e deriva autoritaria è necessario se vogliamo avere un futuro.

Chi vuole entrare in contatto con gli autori del volantino è pregato di scrivere all’indirizzo email antimilitaristibz@inventati.org

CONTRO OGNI FASCISMO: NO ALLO STATO DI POLIZIA

Oggi, 28 febbraio 2026, il comitato “Remigrazione e Riconquista”, scende in piazza a Bolzano per occupare uno spazio politico facendo propaganda sulla pelle degli immigrati, con l’obiettivo di fomentare la guerra fra poveri e di alimentare il razzismo fra lavoratori italiani e stranieri. Sono evidenti le sinergie fra destre istituzionali e gruppi di neofascisti: la proposta di legge sulla remigrazione sta avendo il sostegno di numerosi politici della Lega, in Parlamento e nel consiglio comunale di Bolzano.

Le posizioni politiche espresse da questa aggregazione di squadristi neofascisti e neonazisti sono da tempo sdoganate e fatte proprie dai principali esponenti della destra occidentale. Trump ha fatto campagna elettorale – e vinto le elezioni -promettendo deportazioni di massa e infatti ha perseguitato gli studenti che hanno lottato contro il genocidio del popolo palestinese, espellendo dal paese quelli più esposti. Nel settembre 2025 ha definito i gruppi antifascisti come “terroristi interni”, seguito a ruota dal presidente ungherese Orban, per poi iniziare una guerra interna contro gli immigrati servendosi delle milizie ICE (Immigration and Customs Enforcement), responsabili di diversi omicidi. Non è certo un caso che Meloni e Salvini, insieme al criminale di guerra israeliano Netanyahu, siano i loro principali alleati, anche a livello ideologico.

La propaganda di Meloni, Salvini, Vannacci e camerati vari é in linea con quella del suddetto comitato, con cui condividono la stessa melma reazionaria. Il blocco economico che sostiene questo governo e in generale questa area politica fascistoide sa benissimo che non puó fare a meno dei lavoratori immigrati. L’obiettivo reale – non detto – di questa offensiva é mantenere chi non ha il documento adatto privo di alcuni diritti, in uno stato di marginalitá, sottomissione e precarietá, costantemente sotto ricatto, minacciato di espulsione in particolare se combattivo e attivo politicamente.

Vale la pena ricordare le inchieste contro il sindacalismo di base o quanto accaduto all’Imam di Torino Mohamed Shahin, sottoposto a provvedimento di espulsione e trattenuto nel CPR di Caltanissetta per alcune dichiarazioni non gradite al governo oppure il processo ad Anaan Yaesh e ai palestinesi arrestati e accusati di terrorismo su richiesta di Tel Aviv per il sostegno alla lotta contro il genocidio del proprio popolo e all´occupazione israeliana.

Il governo di Meloni e Salvini agisce con una logica da influencer: periodicamente inventa e alimenta vere e proprie psicosi collettive su sicurezza, immigrazione o particolari casi di cronaca, determinando uno stato di emergenza continuo. Ciò permette al governo di normalizzare la deriva verso lo stato di eccezione. La strategia – alla base anche dell’ultimo decreto sicurezza – è di usare le forze di polizia come arma di propaganda, trasferire sempre più poteri alle Questure e alla polizia politica (a cui si vuole garantire l’impunità), cercando di togliere il loro operato come quello del governo da ogni formale controllo giudiziario. La depenalizzazione dell´art. 18 TULPS introdotta nell’ultimo decreto sicurezza ne è una dimostrazione: quello che una volta era un reato, per il quale si entrava nel merito e per cui solitamente gli imputati venivano assolti o nemmeno processati dato che il diritto di manifestare è garantito a livello costituzionale, viene ridotto ad una questione amministrativa, con multe previste dai 1.000 ai 10.000 euro in caso di partecipazione ad una manifestazione o contestazione spontanea. Viene così aumentato a dismisura l’ arbitrio e la discrezionalità della Questura che ha gioco facile nel mettere in atto le proprie minacce.

Creare uno stato di emergenza costante legittima l’abuso di espulsioni e detenzioni amministrative nei CPR, nonché di tutte le misure di prevenzione previste quali il foglio di via, l´avviso orale, l´istituzione di zone rosse, l´estensione dei Daspo urbani e ora l´approvazione del fermo preventivo. Si tratta di atti amministrativi con conseguenze pesantissime che non hanno alcun controllo da parte di terzi e che possono essere inflitti anche in assenza di reato, sulla base di semplici sospetti e pregiudizi, in maniera totalmente arbitraria. A tal proposito ricordiamo gli abusi della polizia politica e dell’ex questore di Bolzano Sartori, – costruito e fomentato dal monopolio dell’informazione locale – firmatario di innumerevoli espulsioni amministrative nei confronti di lavoratori immigrati trovati a dormire in case abbandonate o in bivacchi di fortuna lungo l’argine del fiume Isarco, nonché di fogli di via e avvisi orali a compagni e compagne definiti socialmente pericolosi perché hanno manifestato la propria solidarietà ai detenuti o perché protagonisti della mobilitazione contro il genocidio del popolo palestinese. Compagni e compagne che oggi sarebbero qui con noi se non gli fosse impedito dalla Questura.

Si tratta chiaramente di misure intimidatorie contro i movimenti politici e sociali dal basso, evidentemente antipopolari e antioperaie dato che chi lotta e scende in piazza non sono certo le élite o gli appartenenti alla borghesia di questo paese ai quali basta una telefonata al direttore del giornale, al sindaco o al ministro per vedere tutelati i propri interessi.

Tutto questo è l´altra faccia dei tempi di guerra che viviamo, in cui il governo italiano prevede l’aumento della spesa militare al 5% del PIL entro il 2035, come richiesto dagli Stati Uniti, con la prospettiva di usare enormi risorse per armi e bombe anziché per istruzione, sanitá, servizi sociali o ambiente. Il governo Meloni sostiene il terrorismo di stato israeliano e americano e da oltre due anni e mezzo supporta politicamente, militarmente ed economicamente Israele nel genocidio del popolo palestinese. Il disegno autoritario delle oligarchie americane – al pari del governo Meloni – ha il chiaro obiettivo di criminalizzare e reprimere in ogni modo il dissenso popolare e le (poche) voci pubbliche che si espongono contro guerra e genocidio del popolo palestinese (si veda il partito unico della guerra e del genocidio – che va dal Governo fino a Calenda, Renzi e pezzi del PD – schierato compatto contro Francesca Albanese).

Antonio Gramsci, nei Quaderni dal carcere parlava di “Sovversivismo delle classi dirigenti” riferendosi alla tendenza delle èlite a sovvertire le istituzioni, a nutrire impulsi antiparlamentari e contro i principi dello Stato di diritto nel momento in cui l’ordine costituzionale non sia più in grado di garantire i propri interessi. L’azione delle destre occidentali – da Trump a Meloni fino a Orban – rientra in questo quadro: dall’attacco sistematico all’indipendenza della magistratura fino alla criminalizzazione del

dissenso attraverso la moltiplicazione di misure poliziesche di natura amministrativa, la strategia per la costruzione di uno stato di polizia capace di soffocare il dissenso preventivamente e comprimere le libertà fondamentali della popolazione è chiara.

SQUADRISTI E FASCISTI IN DOPPIOPETTO

Intorno al comitato e alla proposta di legge “Remigrazione e Riconquista” si intrecciano quindi rapporti e simpatie che attraversano destra istituzionale e neofascisti, palesando la comune matrice razzista. Dal parlamentare leghista Furgiuele, legato come altri parlamentari al generale Vannacci, che ha tentato di organizzare la conferenza stampa del comitato a Montecitorio, fino all’assessore comunale leghista di Bolzano Marco Caruso firmatario della stessa proposta di legge. Ma la proposta di remigrazione, elaborata originariamente dal fascista austriaco Martin Sellner trova consensi anche nella destra sudtirolese, dai Freiheitlichen di Ulli Mair alla lista del consigliere provinciale Anderlan.

Lo snodo bolzanino del Comitato “Remigrazione e Riconquista” è la sede di CasaPound, i cui militanti si definiscono fascisti del terzo millennio. La proposta di legge ha infatti da subito trovato l’appoggio dei consiglieri leghisti Massimo Trigolo e Maurizio Puglisi Ghizzi entrambi di Casapound. I partiti di Salvini e Meloni hanno stretti legami con l’estrema destra extraparlamentare. Gli uni usano gli altri per legittimarsi o per imporre parole d’ordine e per ottenere consensi. L´obiettivo ultimo è quello di costruire il terreno più fertile possibile per ideologie e obiettivi comuni. Xenofobia, islamofobia e razzismo sono un collante che li vede uniti e che ha prodotto effetti tragici, armando la pistola di alcuni militanti. Ricordiamo la strage di Firenze del 2011, compiuta dal militante di Casapound Casseri fino ad arrivare a quella tentata dal militante leghista/fascista Luca Traini a Macerata nel 2018. In questi giorni è arrivata la notizia della condanna a 12 anni di Adriatici, ex assessore leghista di Voghera, per avere ucciso un senzatetto marocchino nel 2021.

Oltre al collante razzista vi è un tentativo, che va avanti da molti anni, di riscrivere la storia in senso nazionalista e vittimista, edulcorando le responsabilità del fascismo e del nazismo nella seconda guerra mondiale. A conferma di ciò abbiamo visto il vicepresidente provinciale Marco Galateo – già in passato ospite nei locali di Casapound – sfilare accanto a neofascisti e neonazisti nella giornata del Ricordo a Bolzano nel 2025.

Dalla liberazione dal nazifascismo mai come oggi i valori che credevamo definitivi sono gravemente minacciati da èlite internazionali e nazionali moralmente marce (si veda la rete di ricatti del finanziere pedofilo Epstein a cui erano legati fra gli altri Trump e il fascista Steve Bannon, riferimenti di Meloni e Salvini) che non ammettono alcun limite etico e morale pur di imporre i propri sporchi interessi, giustificati e legittimati con ipocriti doppi e tripli standard. A dimostrazione di ciò vediamo la Lega che in Parlamento da un lato legittima una conferenza di neofascisti antisemiti sulla Remigrazione mentre dall’altro presenta una proposta di legge che ufficialmente ha l’obiettivo di contrastare l’antisemitismo ma che in realtà vuole colpire e criminalizzare il movimento di solidarietà con il popolo palestinese. La destra infatti utilizza strumentalmente l’antisemitismo per legittimare l’islamofobia e la repressione del dissenso.

I vari movimenti e partiti che si rifanno al fascismo in questo paese hanno fatto da sempre il lavoro sporco delle élite. Dall’ascesa del fascismo al potere negli anni Venti fino agli anni della cosiddetta strategia della tensione, i fascisti sono sempre stati servi delle èlite eversive, all’occorrenza stragisti (ricordiamo le stragi di Piazza Fontana, stazione di Bologna, piazza della Loggia solo per dirne alcune) e mazzieri asserviti agli interessi del potere in chiave controrivoluzionaria e antipopolare.

In questo quadro si posiziona la squallida proposta di legge del comitato “Remigrazione e Riconquista”, con la quale gli ideatori vorrebbero creare progressivamente delle condizioni sfavorevoli all’inclusione, condizionando la scelta di rientrare nel paese di origine attraverso un quadro normativo e culturale penalizzante. Chi ha uno sguardo attento vede subito quale è il vero obiettivo di questa operazione politica: mobilitare, sdoganare e legittimare le piú becere retoriche razziste, islamofobe e nazionaliste, per sottomettere, intimorire e marginalizzare la popolazione immigrata. Un clima “culturale” in cui anche ogni azione violenta è legittima se commessa nei confronti di un immigrato, specie se marginale.

Sebbene le cronache degli ultimi anni raccontino di innumerevoli abusi commessi dalla forze dell’ordine (dal G8 di Genova ai pestaggi dei manifestanti fino alle inchieste per le torture commesse sui detenuti o fermati in numerosi carceri, caserme o CPR) nei confronti di cittadini immigrati e non, l’area politica governativa in particolare alimenta una narrazione vittimista con l’obiettivo di costruire una casta di divise al di sopra della legge a cui l’impunità dovrebbe essere garantita per legge. Non solo, secondo costoro lo Stato dovrebbe pagare le spese processuali agli agenti indagati per crimini commessi in servizio. Ricordiamo le allucinanti dichiarazioni fatte da Salvini, Meloni, Piantedosi e tutto il governo un mese fa, dopo l’omicidio di un giovane marocchino a Rogoredo ad opera di un poliziotto, rivelatosi poi il vero criminale.

Bolzano e il Sudtirolo sono tristemente noti per la violenza dei fascisti e negli anni a venire dei neofascisti locali; dall’omicidio di Fabio Tomaselli nel 2003 fino ai vari pestaggi e intimidazioni ai danni di studenti minorenni e militanti commessi da esponenti di CasaPound. Lo spazio di agibilità a questi personaggi va tolto in ogni ambito, rifiutiamo la retorica vittimista che ci descrive passivi, noi lottiamo il fascismo in ogni sua emanazione a tutti i livelli possibili. Guerra, genocidio, riarmo e stato di polizia sono strumenti per mettere in atto un disegno autoritario in cui pensiero critico e libertà di espressione diventano minacce da reprimere in ogni modo. Il ruolo dei fascisti in tutto cioè il solito: servire gli interessi dominanti, fare i cani da guardia di un sistema costruito su strutturali ingiustizie. Ognuno faccia la sua parte contro la deriva autoritaria. Nessuno spazio ai mazzieri del governo liberticida. Contro le loro guerre, i loro genocidi e la loro repressione costruiamo relazioni reali di solidarietà e spazi di libertà. Costruiamo solidarietà laddove loro vorrebbero persone sole e isolate. Se vogliamo avere un futuro lottare e prendere una posizione non è più una scelta ma un dovere.

Alcuni/e Antimilitaristi/e e Antifascisti/e

antimilitaristibz@inventati.org

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