[Bolzano] Assemblea pubblica antimilitarista 10 giugno dalle ore 18

Continua il percorso contro la guerra che da alcuni mesi – in varie forme – attraversa la città. Venerdì 10 giugno dalle ore 18 all’anfiteatro arcobaleno presso Parco Petrarca (zona ex orso pippo) ci sarà la terza assemblea pubblica antimilitarista. Uno spazio in cui discutere e ragionare sulla situazione che stiamo vivendo e sul futuro di guerre, miseria e sfruttamento che ci stanno preparando. Un momento per continuare ad organizzarsi contro la guerra e le sue cause, che iniziano qui, nelle banche, nelle fabbriche che lavorano e producono fra noi. Si invitano tutti gli uomini e le donne decisi ad opporsi a corsa al riarmo ed escalation militare a partecipare con proposte, idee, domande, ecc.

Posted in Critica sociale, General, Iniziative | Tagged , , , , , , , , | Comments Off on [Bolzano] Assemblea pubblica antimilitarista 10 giugno dalle ore 18

[Bolzano] Resoconto presidio antimilitarista 2 giugno

Giovedì 2 giugno a Bolzano un presidio antimilitarista ha contestato la presenza dei militari in piazza durante la festa della Repubblica. Un ingente spiegamento di polizia, carabinieri e relativi reparti celere ha impedito che la contestazione avvenisse in piazza Walther, come era stato annunciato. Il presidio si è spostato allora in piazza Domenicani dove per un paio d’ore alcune decine di compagni e compagne della città hanno manifestato contro le ipocrite e retoriche celebrazioni militaresche che si stavano svolgendo nella piazza vicina, nel tentativo di ricordare – con interventi al megafono, striscioni e volantini – cosa produca il militarismo e il ruolo ricoperto dalle forze armate nel sistema politico ed economico in cui viviamo.

Una presenza radicalmente contro la guerra e ciò che la permette, unita idealmente alle decine, centinaia di manifestazioni antimilitariste svoltesi in tutta Italia nello stesso giorno, fra cui ricordiamo la grande manifestazione nazionale contro la costruzione della base militare di Coltano, cui hanno partecipato almeno 10 mila persone.

Nel corso dell’iniziativa organizzata dall’assemblea antimilitarista bolzanina numerosi interventi sono stati fatti al megafono e non sono mancati i riferimenti alla violenza di cui ogni guerra, ogni esercito, reparto militare, è responsabile nei teatri di guerra ma anche in tempi… di pace. Inevitabili i riferimenti alle molestie contro numerose donne avvenute durante l’adunata nazionale degli alpini di Trento, in cui per la prima volta si è rotto il ghiaccio su un enorme “non detto” che accompagna da sempre ogni manifestazione alcoolica di tale fatta, e a quelle avvenute durante l’ultima di Rimini. Si è parlato delle responsabilità dell’Esercito italiano nelle guerre degli ultimi 20 anni e delle industrie belliche come IVECO e Leonardo che hanno visto i propri spazi di profitto aumentare a dismisura con lo scoppio della guerra e la conseguente trasformazione dell’economia, in cui il complesso militare-industriale funge sempre più da traino. Una conversione del sistema di produzione che annuncia nuovi conflitti, nuove devastazioni, nuove morti in cui il prezzo più alto sarà pagato sotto ogni punto di vista dai più poveri.

Si è invitato gli interessati e le interessate a partecipare alla prossima assemblea pubblica contro la guerra che si terrà venerdì 10 giugno, dalle ore 18 all’anfiteatro arcobaleno nella piazzetta Stonewall a Parco Petrarca. Oltre ai numerosi interventi è stato distribuito un volantino che riportiamo in seguito, in italiano e auf deutsch, pubblicato sulla pagina Fb di Bolzano Antifascista:

ITA

La Festa della Repubblica, a Bolzano come nel resto d’Italia, è diventata un’occasione per l’esibizione, in cerimonie cariche di retorica, di mezzi militari, armi e reparti dell’Esercito. Una dimostrazione di forza che oggi, nella guerra potenzialmente nucleare in cui anche l’Italia è coinvolta, assume un significato propagandistico importante per coloro che giustificano e fomentano l’escalation militare in corso.

Mentre l’Ucraina è diventata il terreno di scontro fra l’imperialismo russo e quello statunitense, il Governo italiano e quelli degli altri paesi europei stanno ridefinendo le proprie politiche industriali ed energetiche. Un processo di ristrutturazione economica che vedrà sempre più le forze armate garanti degli interessi del complesso militare-industriale-energetico dei paesi a capitalismo avanzato.

Senza alcun dibattito pubblico Draghi ha aumentato le spese militari italiane da 25 a 38 miliardi di euro annui, togliendo risorse a scuola e sanità, mentre una parte del PNRR (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza) sarà destinata alla costruzione di una enorme base militare all’interno di un parco naturale vicino a Pisa. Vanno ricordati inoltre i disastri ambientali e sociali provocati dalle esercitazioni militari dell’Esercito italiano e di altri paesi NATO nei poligoni militari in Sardegna.

Il tentativo europeo di sostituire il gas russo con quello di alcuni paesi africani – o di altre aree geografiche – porterà con sé nuove missioni militari per difendere gli interessi delle multinazionali occidentali o per esternalizzare le frontiere europee di fronte al rischio di nuove ondate migratorie legate ai contraccolpi (specie alimentari) del conflitto in Ucraina. Gli Stati provocano le guerre ponendo i popoli uno contro gli altri e poi scaricano sui proletari le loro responsabilità, fomentando la guerra fra poveri.

Se nel 2021 l’Italia ha raggiunto il suo record storico di esportazioni effettive e definitive di materiale bellico (oltre 4,7 miliardi di euro), la corsa al riarmo mondiale e la prospettiva di nuovi conflitti rafforzerà l’economia di guerra accelerando la distruzione ambientale e sociale del pianeta, e ancora una volta a pagare il prezzo più alto saranno i settori più poveri delle società coinvolte; molti con la vita, tanti altri con l’emigrazione in altri paesi o continenti.

La guerra è anche qui a Bolzano; nelle fabbriche come IVECO Defence Vehicles che produce mezzi militari per gli Eserciti di molti paesi NATO e nelle banche come Unicredit, Intesa, Deutsche Bank, che speculano sul commercio di armi. Non lasciamoli lavorare in pace, sta a noi fermarli.

NO ALLA CORSA AL RIARMO – DISERTIAMO LE LORO GUERRE

DEU

Der Tag der Republik ist in Bozen wie in ganz Italien zu einer Gelegenheit geworden, um in rhetorisch aufgeladenen Zeremonien Militärfahrzeuge, Waffen und Armeeeinheiten zur Schau zu stellen. Eine Demonstration der Stärke, in einem potenziellen Atomkrieg, an dem auch Italien beteiligt ist, die eine Gelegenheit für Propaganda darstellt für die, die die die anhaltende militärische Eskalation rechtfertigen und schüren.

Während die Ukraine zum Schlachtfeld zwischen den russischen und amerikanischen Imperialismus geworden ist, definieren die Regierungen Italiens und die anderer europäischer Länder ihre Industrie- und Energiepolitik neu. Ein Prozess der wirtschaftlichen Umstrukturierung, der zunehmend die Streitkräfte als Garanten für die Interessen des Militärisch-Industriellen Komplexes der fortgeschrittenen kapitalistischen Länder heranzieht.

Draghi hat ohne jede öffentliche Debatte die Militärausgaben erhöht von 25 auf 38 Mrd. Euro jährlich, wodurch Mittel von der Bildung und der Gesundheit abgezogen wurden, während ein Teil des PNRR (Nationaler Plan für Erholung und Widerstandsfähigkeit)

für den Bau eines riesigen Militärstützpunktes innerhalb eines Naturparks in der Nähe von Pisa ausgegeben werden. Wir erinnern an die Umwelt- und Sozialkatastrophen, die durch die Militärübungen Italiens und anderer NATO-Staaten auf Sardinien verübt werden.

Der europäische Versuch, russisches Gas durch Gas aus einigen Ländern zu ersetzen, z.B. aus Afrika oder anderen geografischen Zonen, wird neue militärische Missstände mit sich bringen wie militärische Maßnahmen zur Verteidigung der Interessen westlicher multinationaler Unternehmen oder zur Auslagerung von Grenzen. Die europäischen Grenzen werden nach außen verlagert, wenn die Gefahr besteht, dass neue Migrationswellen im Zusammenhang mit den Auswirkungen, z.B. Hungersnöte, des

Konflikts in der Ukraine entstehen. Staaten provozieren Kriege, indem sie die Völker gegeneinander aufhetzen gegeneinander ausspielen und dann ihre Verantwortung auf das Proletariat abwälzen,

indem sie einen Krieg zwischen den Armen schüren.

Während Italien im Jahr 2021 seinen historischen Rekord an tatsächlichen und effektiven Ausfuhren von Kriegsmaterial (über 4,7 Milliarden Euro) feiert, wird das weltweite Wettrüsten die Kriegswirtschaft und die Umweltzerstörung anheizen. Und wieder einmal werden es die ärmsten Teile der Gesellschaft sein, die den höchsten Preis zahlen, viele von ihnen mit ihrem Leben, andere durch Auswanderung in andere Länder oder Kontinente.

Der Krieg beginnt auch hier in Bozen, in Fabriken wie IVECO Defence

Fahrzeuge, die Militärfahrzeuge für die Armeen vieler NATO-Länder herstellenund in Banken wie Unicredit, Intesa, Deutsche Bank, die mit Waffenhandel spekulieren. Lasst es nicht zu, dass sie in Ruhe arbeiten. Es liegt an uns, sie zu stoppen.

NEIN ZUM WETTRÜSTEN – DESERTIEREN WIR IHRE KRIEGE

Posted in Critica sociale, General, Iniziative, Internazionalismo | Tagged , , , , , , , , , , , | Comments Off on [Bolzano] Resoconto presidio antimilitarista 2 giugno

[Bolzano] Presidio antimilitarista il 2 giugno in piazza Walther

Per giovedì 2 giugno, dalle ore 9.30 in piazza Walther a Bolzano, in occasione delle celebrazioni per la festa della Repubblica con annessa parata militare e fiera delle armi, è stato lanciato un presidio antimilitarista. Una presenza contro la guerra e le sue cause, che rilancia la necessità di opporsi a tutto ciò che sta alla base delle guerre di ieri e di oggi: il capitalismo e la sua continua necessità di depredare risorse per incrementare il profitto. Un presidio che si aggiunge alle centinaia di iniziative che in tutta Italia stanno costruendo una mobilitazione contro la loro economia di guerra. Fra tutte va ricordata la manifestazione nazionale contro la costruzione della base militare di Coltano, vicino Pisa, che il Governo Draghi finanzierebbe con il denaro del PNRR (Piano nazionale ripresa e resilienza). 

Siamo in guerra, e non dal 24 febbraio 2022. Prima dell’invio di armi all’Esercito nazionale ucraino lo Stato italiano è stato protagonista dei bombardamenti in Serbia e Montenegro, delle invasioni di Afghanistan e Iraq, dei bombardamenti in Libia, della fornitura di armi e supporto logistico all’Arabia Saudita impegnata nella guerra contro lo Yemen. L’industria bellica italiana fa affari inoltre nei conflitti di mezzo mondo e lo stabilimento bolzanino IVECO Defence Vehicles fornisce mezzi militari a buona parte degli eserciti della NATO, agli Stati Uniti ma anche alla Russia, attualmente impegnata nella criminale invasione dell’Ucraina. 

Il 2 giugno, a Bolzano come in tutta Italia, è trasformato in un’occasione per esibire mezzi militari, marce di soldati e alzabandiera. Piazza Walther per buona parte della giornata viene occupata dagli stand di vari organismi militari in cui i bambini hanno l’occasione di prendere in mano fucili, manganelli, scudi dei reparti celere, come testimoniato dai presenti e da foto scattate nelle edizioni passate. 

Il 2 giugno negli stand in piazza Walther. Bambini che giocano con fucili. Foto presa dalla pagina Fb Bolzano antifascista

Bambini ed esercito in piazza Walther. Foto presa dalla pagina Fb Bolzano antifascista

Foto presa dalla pagina Fb Bolzano antifascista

Nello scenario mondiale attuale, in cui parlare di guerra nucleare è diventato normale e dove gli imperialismi russo e americano fanno giochetti geopolitici sulla pelle di milioni di ucraini, non può essere normale assistere a tale esibizioni senza opporre la voce delle popolazioni che nessun interesse hanno in questa guerra come in quelle del passato.

Gli Eserciti non sono organizzazioni neutrali, essi sono la mano militare che impone gli interessi del complesso militare-industriale-energetico là dove il capitale lo richiede; oggi in Medio Oriente e domani in Africa, per attuare le politiche predatorie del capitalismo o per esternalizzare le frontiere della fortezza europea. Un apparato mastodontico parassitario che assorbe risorse prodotte dal lavoro della popolazione per servire gli interessi di una ristretta elite di borghesi che tira le fila dell’economia e che decide le sorti del pianeta, provocando disastri su ogni livello.

La guerra in Ucraina iniziata con l’invasione della Russia e alimentata in vari modi dalle politiche degli Stati della NATO sta ponendo le basi per nuovi conflitti e nuove guerre. I governi coinvolti nel conflitto stanno trascinando il pianeta sull’orlo del baratro e solo una mobilitazione antiilitarista dal basso potrà rompere il circolo vizioso in cui i padroni ci stanno trascinando. Gli stessi padroni che ci faranno pagare il prezzo dei loro giochetti.

Il 2 giugno a Bolzano. Una Repubblica fondata…sulla guerra?

Posted in Critica sociale, General, Iniziative, Internazionalismo | Tagged , , , , , , , | Comments Off on [Bolzano] Presidio antimilitarista il 2 giugno in piazza Walther

[Merano] Studente 17enne si ustiona gravemente durante alternanza scuola-lavoro

Nel pomeriggio di venerdì 20 maggio un giovane studente della zona di Merano si è ustionato gravemente nella carrozzeria di Maia Bassa in cui stava svolgendo il Percorso per le competenze trasversali e l’orientamento (PCTO, come è stata ridenominata l’alternanza scuola-lavoro). Insieme a lui si è infortunato in modo meno grave anche un altro meccanico dipendente dell’officina. L’ennesimo infortunio potenzialmente mortale in cui viene coinvolto uno studente. Un fatto gravissimo che non può passare sotto silenzio, così come non può continuare a passare sotto silenzio lo stillicidio giornaliero di morti e infortuni sul lavoro, sacrificati sull’altare del profitto.

La scuola sta diventando sempre più lo specchio di una società in cui uomini e donne subiscono passivamente ogni sorta di ingiustizia senza reagire, senza lottare. In tale ottica l’alternanza scuola-lavoro è uno strumento per familiarizzare gli studenti con lo sfruttamento nel mondo del lavoro, in cui l’assenza di misure di sicurezza è la regola. Nel gennaio scorso lo studente friulano Lorenzo Parrelli durante lo stage in un’azienda di Udine, venne colpito alla testa da una putrella di acciaio, morendo sul colpo. Il mese seguente, nelle Marche, lo studente Giuseppe Lenoci è morto in un incidente stradale. Solo in Puglia nel 2019 sono stati 4500 gli infortuni durante l’alternanza scuola-lavoro.

In poche parole già durante la scuola agli studenti viene data la possibilità di sperimentare sulla propria pelle le condizioni che in molti casi troveranno poi una volta ultimati gli studi: diritti calpestati, misure di sicurezza non adeguate, lavoro non pagato, morti e infortuni sul lavoro ecc. Una scuola dove il pensiero critico è messo ai margini e sempre più funzionale al mercato del lavoro in cui gli studenti sono preparati alla sottomissione e all’obbedienza, incapaci di mettere in discussione lo stato delle cose presenti ed un sistema sempre più costruito su guerre, devastazioni ambientali e violenza. A tal proposito vanno ricordati i progetti di alternanza scuola-lavoro avviati da numerosi istituti scolastici nelle caserme dell’Esercito italiano.  

Posted in Critica sociale, General | Tagged , , , , | Comments Off on [Merano] Studente 17enne si ustiona gravemente durante alternanza scuola-lavoro

[IVECO dv] Da Bolzano alla Sardegna, sciopero contro la guerra e chi la arma

Il 20 maggio 2022 i sindacati di base hanno chiamato uno sciopero generale contro la guerra e contro le spese militari.

Come scritto nel comunicato dei SICOBAS una giornata “per far sentire forte e chiara la nostra opposizione radicale, senza se e senza ma, alla guerra come strumento e momento-chiave della ristrutturazione capitalistica, la nostra denuncia del ruolo antioperaio di tutti gli schieramenti attivi nel conflitto (Usa, Ue, governo ucraino e Russia), a partire dalla denuncia e dal contrasto del militarismo di “casa nostra”, e la nostra ferma convizione che solo una mobilitazione straordinaria dei lavoratori e delle masse oppresse potrà fermare la folle corsa verso il baratro di una nuova guerra mondiale”.

La guerra ha bisogno di industrie che producono armamenti, di banche che le finanziano, di centri di ricerca che sviluppino armi sempre più sofisticate e devastanti, di informatici esperti di guerra ibrida, di politici che le provochino e di giornalisti-propagandisti che le giustifichino e fomentino di fronte all’opinione pubblica. La guerra inoltre ha bisogno di poligoni militari, basi e immensi spazi per le esercitazioni belliche che vengono sottratti alla popolazione come accade in Sardegna dove è in corso l’esercitazione “Mare aperto” che di fatto fino al 27 maggio metterà sotto assedio l’isola, da anni oggetto di un processo di occupazione e colonizzazione militare. 

Secondo una certa narrazione militarista sembra che il nuovo anno zero della storia sia il 24 febbraio 2022; ciò che è accaduto prima non può in alcun modo entrare nella narrazione pubblica della guerra in corso in Ucraina pena l’accusa di putinismo o giustificazionismo come scritto nelle calunnie a mezzo stampa di alcuni giornalisti prezzolati del calibro di Riotta, Rampini o Gramellini.

Dall’inizio della guerra in Ucraina viviamo un periodo denso di pericolosi sviluppi che ci aspettano nel prossimo futuro: la corsa al riarmo, la possibile escalation nucleare da più parti annunciata e il rischio di carestia alimentare in numerosi paesi dell’Africa e del Medio Oriente con relativo esodo di masse di uomini e donne. L’emergenza continua diventa stato d’eccezione.

Se da un lato è sicuro che NATO e Putin siano parte dello stesso problema, ovvero il capitalismo e le sue derive imperialiste e nazionaliste, dall’altro non possiamo dimenticare come la guerra non sia un evento che accade all’improvviso, bensì venga preparato scientificamente attraverso precise politiche industriali, militari ed energetiche. Nelle nostre città, nelle nostre strade ci sono fabbriche, banche, uffici che lavorano 24h su 24 per dotare gli Stati dei mezzi militari ed economici funzionali al confronto militare. Il minimo che si possa fare è renderne visibile l’operato denunciandone complicità e  responsabilità.

Nell’apparato militare industriale italiano e internazionale IVECO Defence Vehicles di via Volta a Bolzano, con le sue forniture – fra gli altri – agli eserciti italiano, britannico, americano, tedesco e russo è uno dei tasselli più importanti. Nell’elenco di armi presenti nel terzo decreto per l’invio delle armi in Ucraina da poco pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, con ogni probabilità è compreso l’invio dei veicoli leggeri multirolo Lince, prodotti proprio a Bolzano. 

La guerra infinita degli ultimi decenni (Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Yemen, Mali, Palestina, Kurdistan) operata dagli opposti imperialismi inizia anche da qui. Sta a noi trasformare la solidarietà internazionalista nell’arma più efficace per fermare i progetti imperialisti, di miseria e sfruttamento dei signori della guerra, siano essi statunitensi, turchi, israeliani, europei oppure russi. 

Bolzano. Stabilimento Iveco Defence Vehicles. Sullo sfondo, all’interno della fabbrica si può vedere un blindato Centauro poi esportato a Eserciti attivi in svariati teatri di guerra.

Di seguito riportiamo il comunicato apparso sulla pagina Facebook Bolzano Antifascista che ha accompagnato 

DA BOLZANO ALLA SARDEGNA FERMIAMO LA GUERRA E I SUOI INGRANAGGI

In occasione dello sciopero generale contro la guerra del 20 maggio alcuni compagni sono tornati di fronte allo stabilimento IVECO Defence Vehicles di Bolzano per denunciare i profitti sporchi di sangue dell’industria bellica italiana nel conflitto in corso in Ucraina così come negli altri teatri di guerra in cui sono impegnate le truppe NATO. Per ricordare che la guerra inizia qui, negli stabilimenti industriali che producono mezzi militari, armi, munizioni, bombe. Per ricordare che Putin e la NATO sono due aspetti dello stesso problema.

Siamo a fianco degli antimilitaristi sardi che il 22 maggio a Teulada manifesteranno contro l’occupazione militare della Sardegna dove proprio in questi giorni è in corso l’esercitazione militare della NATO “Mare aperto” cui partecipano oltre 4000 soldati a bordo di 65 fra navi, sottomarini, aerei ed elicotteri. Per alcune settimane l’isola sarà sotto assedio: oltre 17 aree a mare, fra cui spiagge bellissime, saranno vietate alla popolazione. Tali scenari di guerra non sono una novità per l’isola, ridotta a colonia militare dell’Esercito italiano e dalla NATO, dove la presenza dei poligoni militari di Teulada, Quirra-San Lorenzo e Capo Frasca ha portato a una pesante devastazione ambientale.

La guerra è sempre più al centro dell’economia; il Governo Draghi, oltre ad aver aumentato le spese militari da 25 a 38 miliardi di euro annui, ha deciso di usare parte dei fondi del PNRR per costruire a Coltano, in provincia di Pisa, una cittadella militare che coprirà 730mila metri quadri di area protetta all’interno del parco regionale di San Rossore.

L’invasione militare dell’Ucraina da parte della Russia ha innescato una guerra mondiale per procura in cui il territorio ucraino – e il suo popolo – è trasformato in un terreno di scontro fra le principali potenze nucleari. L’escalation militare in cui Stati Uniti ed Unione Europea ci stanno trascinando sta ridefinendo le politiche militari, industriali ed energetiche dei rispettivi governi scatenando una corsa al riarmo e la ricerca di nuove fonti di approvigionamento di materie prime, principalmente in Africa. Ciò comporterà nuove guerre e missioni militari per garantire gli interessi del complesso militare-industriale-energetico occidentale. Se il prezzo principale viene – e verrà – pagato dalle popolazioni mediorientali, africane e dai paesi più poveri, costrette all’esodo dalle politiche predatorie del capitalismo, le conseguenze saranno pesanti anche in Italia ed Europa.

Dopo 20 anni di interventi armati e guerre costruite su spudorate menzogne in Afghanistan, Iraq, Libia e Siria siamo di fronte all’ennesimo disastro provocato dalle principali potenze imperialiste il cui prezzo verrà fatto pagare alla classe lavoratrice e ai settori più poveri delle società dei paesi coinvolti.

Gli ingranaggi che permettono la guerra sono qui. Fermiamoli. Guerra alla guerra.

Posted in Critica sociale, General, Iniziative, Internazionalismo, Oltre il Brennero | Tagged , , , , , , , , , | Comments Off on [IVECO dv] Da Bolzano alla Sardegna, sciopero contro la guerra e chi la arma

[Carcere] A un anno dalla morte di Ambra Berti. Cronaca di una fine annunciata

È passato oltre un anno dalla scomparsa di Ambra Berti nel carcere di Spini di Gardolo, a Trento. Una ragazza bolzanina di 28 anni, cresciuta nei quartieri popolari della città, in una situazione famigliare e personale difficilissima. Una morte che non sortì alcun interesse o attenzione nella stampa locale e che venne portata all’attenzione collettiva grazie ad una mobilitazione solidale sotto le mura del carcere di Spini e nel corso di una manifestazione che si tenne sui prati del Talvera a Bolzano.

Aprile 2021. Manifestazione solidale con Ambra sui prati del Talvera a Bolzano

Nel 2021 secondo Ristretti Orizzonti, sono stati 132 i morti nelle carceri italiane, fra cui 54 suicidi. Nel 2022, fino ad oggi, le mura dei penitenziari della penisola hanno visto la morte di altri 47 detenuti/e fra cui 22 suicidi.

Secondo alcune testimonianze la causa principale della morte di Ambra è da attribuire alla negligenza dell’area sanitaria del carcere, la cui direttrice Chiara Mazzetti si è da poco dimessa.

Riportiamo di seguito alcuni stralci di lettere che confermano ciò che i detenuti e le detenute di Trento come del resto d’Italia denunciano in ogni protesta, lettera e rivolta: la negazione strutturale del diritto alla salute, di cure adeguate e di come ciò sia alla base di morti, atti di autolesionismo, abuso di psicofarmaci e tentativi di suicidio. Secondo quanto riportato dalla garante dei detenuti di Trento infatti se nel 2019 a Spini furono 29 gli atti di autolesionismo e 18 i tentativi di suicidio nel corso del 2021, oltre alla morte di Ambra ci sono stati 91 episodi di autolesionismo e 16 tentativi di suicidio. L’unica cosa che nel carcere di Trento come altrove non manca sono gli psicofarmaci e la violenza, strutturale in ogni penitenziario.

Ci ha lasciato una nostra compagna detenuta Ambra Berti, lasciata da sola da chi doveva proteggerla e curarla da un male chiamato depressione. Alcuni detenuti si scrivevano con la povera Ambra per dargli sostegno e dirgli di non mollare mai, ma la povera Ambra, da quando era rimasta in cella da sola, dopo che le due amiche la hanno lasciata perchè tornate in libertà, è sprofondata nel baratro della disperazione confidando anche ad alcuni detenuti tramite lettera che per lei era arrivata la fine, cosa che era successa veramente.”

La missiva proseguiva chiedendo di rompere il silenzio intorno all’ennesima morte di carcere e indicando inoltre precise responsabilità per l’ennesima morte di carcere:

organizzare una grande manifestazione pacifica in memoria di Ambra per far sentire anche la voce dei più deboli, attaccando soprattutto l’area sanitaria gestita dalla dott.ssa Chiara Mazzetti, la quale dice ai psicologi e psichiatri di lasciar perdere questa gente che tanto non cambieranno mai perché delinquenti drogati […] per la povera Ambra vistosi che mancava pochissimo, poco più di un anno dopo averne scontati 3 quegli indegni e miserabili dei magistrati non gli hanno concesso nemmeno una comunità dove avrebbe potuto curarsi ed essere ancora tra di noi”

Un’altra denuncia evidenziava le stesse cose:

vi chiedo di fare una protesta pacifica per la morte della detenuta al carcere femminile di Spini di Gardolo […] si chiamava Ambra Berti. Per la quale avevo già notato che tutto il sistema dell’area sanitaria ed educativa non ha funzionato […]. Con la mia presente volevo fare luce alla mia relazione con la Ambra la quale mi riferiva nelle lettere che ultimamente non passava un bel periodo […] aveva già tentato più volte il suicidio perchè il grandissimo sig. magistrato ha rigettato più volte le sue istanze. La psicologa Cristina che la seguiva e ci seguiva entrambi era a lei nota la situazione della detenuta che la psicologa per problemi personali non è più di competenza in questo maledetto carcere e siamo rimasti senza la psicologa abbandonati a noi stessi. La Ambra è deceduta per un mix di terapie abbandonata a se stessa dall’AREA SANITARIA ED EDUCATIVA, il decesso è stato il 14/3/21 di sera trovata in bagno della cella accasciata, lasciando due figli fuori, aveva 28 anni circa. […] Quest’ultima, AREA SANITARIA ha lasciato, sta lasciando e continuerà a lasciare i detenuti/detenute senza curare le nostre patologie in modo efficace ed efficiente. Questo ultimo di caso di Ambra non sarà né il primo né l’ultimo se questo sistema di merda continuerà a funzionare così. Mi dispiace con tutto il cuore di Ambra ci tenevo molto a questa ragazza […] è morta di una morte ingiusta A CAUSA DELLA LEGGEREZZA USATA NEI CONFRONTI DEI DETENUTI FRAGILI E NON FRAGILI CON UN ABUSO DI POTERE DA PARTE DI PSICOLOGI, PSICHIATRI, MEDICI CHE VENGONO COMANDATI COME DEI CAGNOLINI FINO AL PUNTO DI FAR MORIRE LA GENTE DA UNA PERSONA SQUALLIDA E INCOMPETENTE COME IL DIRIGENTE SANITARIO CHIARA MAZZETTI, la quale invece di prendersi cura dei detenuti viene in carcere solo per farsi gli affari suoi”

Il disinteresse e la negligenza della direzione sanitaria è confermato ancora una volta in un passaggio successivo della lettera:

ho provato più volte a contattare la dott.ssa Mazzetti senza mai essere stato chiamato ho un pacco di domandine dove la quale mi dice che mi chiamerà e ignorarmi che ho pure perso la speranza, abbandonato senza visite e cure al mio problema riguardante la salute. Non so più a chi devo rivolgermi […] vorrei solo poter essere curato perchè la salute è tutto e non ha prezzo”.

Le parole riportate ripetono ciò che i dannati delle carceri di tutta Italia urlano in ogni protesta, in ogni rivolta, come quella che ha infiammato anche il penitenziario trentino nel 2018: il carcere uccide. Ambra è stata uccisa dal sistema carcerario.

Posted in Critica sociale, General, Iniziative | Tagged , , , , , , , | Comments Off on [Carcere] A un anno dalla morte di Ambra Berti. Cronaca di una fine annunciata

[Bolzano] 23 aprile. Presidio solidale con le donne che praticano l’IVG

Sabato 23 aprile alcune compagne e compagni, femministe, nemiche e nemici del patriarcato hanno contestato ancora una volta la preghiera antiabortista che il Bewegung fuer das Leben organizza regolarmente di fronte all’ospedale di Bolzano, ma non solo (anche a Merano).

La presenza degli esponenti di tale movimento fuori dall’ospedale costituisce una grave provocazione contro le donne che decidono di praticare l’interruzione volontaria della gravidanza.

Foto presa dalla pagina Fb Bolzano antifascista

Va ricordato come il Bewegung fuer das Leben, il cui obiettivo è cancellare un diritto conquistato dal movimento femminista attraverso dure lotte, venga da anni finanziato profumatamente dalla ripartizione famiglie e politiche sociali della Provincia di Bolzano per attuare la propria offensiva contro i diritti delle donne e il movimento LGBTQ. La presenza di tale associazione oscurantista fuori dall’ospedale costituisce una violenza contro donne che vivono una situazione estremamente delicata e che non può essere lasciata passare nel silenzio. Per questo motivo ancora una volta, dopo le iniziative degli ultimi anni, è importante una contro-manifestazione solidale con tutte le donne che più non hanno voce costrette ancora oggi a subire una propaganda che ne criminalizza le scelte. Donne che devono sapere di non essere sole.

Foto presa dalla pagina Fb Bolzano antifascista

Il volantino distribuito e letto durante il presidio

Posted in Critica sociale, General, Iniziative | Tagged , , , , , , | Comments Off on [Bolzano] 23 aprile. Presidio solidale con le donne che praticano l’IVG

[Bolzano] Iveco a(r)ma la guerra. Resoconto presidio 20 aprile

Mercoledì 20 aprile, all’incrocio fra via Volta e via Galvani, di fronte allo stabilimento Iveco Defence Vehicles, un presidio antimilitarista ha ricordato alla città che cosa si produce dietro alle mura della fabbrica: autoblindo come il Centauro e blindati leggeri come il Lince, utilizzati nei teatri di guerra degli ultimi 20 anni da parte – fra gli altri – dell’Esercito italiano come da quello tedesco, americano e russo. Dall’Afghanistan all’Iraq, dal Mali fino all’Ucraina nelle ultime settimane, i mezzi costruiti in via Volta sono stati – e vengono -utilizzati per la difesa degli interessi del capitale occidentale e di una ristretta élite di privilegiati legati al complesso militare-industriale-energetico che negli anni non ha esitato a ricorrere alla guerra per imporre la propria sete di profitto.

Continue reading

Posted in Critica sociale, General, Iniziative, Internazionalismo | Tagged , , , , , , , , , | Comments Off on [Bolzano] Iveco a(r)ma la guerra. Resoconto presidio 20 aprile

[Bolzano] 20 aprile. Presidio contro la guerra di fronte a IVECO dv

Mercoledì 20 aprile a Bolzano, nei pressi dello stabilimento di IVECO dv, un presidio antimilitarista ricorderà alla città le responsabilità che tale industria ha nel business legato alla guerra.

Se da un lato oltre un mese e mezzo di guerra in Ucraina ha già provocato una lunga serie di lutti, tragedie e devastazioni, dall’altro le aziende del complesso militare-industriale stanno festeggiando. L’annuncio del Governo tedesco di investire oltre 100 miliardi di euro nella corsa al riarmo ha fatto volare le azioni della Rheinmetall. In Italia, l’aumento della spesa militare da 25 a 38 miliardi di euro annui, garantirà nuovi enormi margini di guadagno ad aziende come Leonardo, Fincantieri e IVECO dv.
Continue reading

Posted in Critica sociale, General, Iniziative, Internazionalismo | Tagged , , , , , | Comments Off on [Bolzano] 20 aprile. Presidio contro la guerra di fronte a IVECO dv

[Bolzano] Le loro guerre, I nostri morti. Resoconto corteo antimilitarista

Sabato 9 aprile, un corteo antimilitarista ha attraversato le strade del centro di Bolzano. Da circa un mese e mezzo, in seguito all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia di Putin, siamo immersi in un clima sempre più pesante e velenoso, determinato dal fatto che l’Italia è un paese in guerra, per il momento ancora per procura, ma è in guerra.
Continue reading

Posted in Critica sociale, General, Iniziative, Internazionalismo | Tagged , , , , , , , | Comments Off on [Bolzano] Le loro guerre, I nostri morti. Resoconto corteo antimilitarista